Deep Eynde

Allora...per iniziare, perchè non introducete il vostro gruppo a chi non ha ancora avuto l'occasione di ascoltarvi?

Fate Fatal: Sono Fate Fatal, il cantante dei Deep Eynde di Hollywood, California. Il nostro terzo album, Shadowland, uscirà questo mese e verrà pubblicato dalla Disaster Records.
Quest'etichetta è stata fondata dalla leggenda dello skatebord, Duane Peters, che è anche il cantante dei The Hunns e U.S. Bombs.


"Suicide Drive" il vostro ultimo lavoro, spazia tra i vari generi. Dallo psychobilly al deathrock, dalla new wave al postpunk. Cosa vi spinge ogni volta a ricreare questo tipo di atmosfere, o meglio, cosa vi coinvolge e vi stimola al momento di comporre i pezzi?

Fate Fatal: Molto si ricollega all’ appartenenza a queste “scene” e alla mia voglia di aggiungervi cose nuove. Sono molto aperto al fatto di mischiare stili diversi e mi piacciono le sfide, per cui quando uno dei ragazzi mi fa ascoltare un pezzo che sento nel modo giusto… mi piace vederlo funzionare.
Quando ho iniziato si trattava di scrivere i miei testi in modo metaforico, facendo scorrere la musica, tutto in modo molto atmosferico. Adesso sento il bisogno di dire sempre “fanculo” nella mia musica. E’ un’era di merda quella che stiamo vivendo adesso e proprio non sento che sia il momento di scrivere soliloqui.


Al primo ascolto, "Suicide Drive", colpisce proprio per le differenti componenti stilistiche che lo formano, ma pian piano che gli ascolti aumentano, il disco risulta un qualcosa di astratto, un bellissimo dipinto che svela ogni volta un particolare diverso, lasciando l’ascoltatore o l’osservatore…esterrefatto. C’è qualcosa di vero in questa mia affermazione? Cosa ne pensate?

Fate Fatal: Questa è un’osservazione molto interessante. Dovrei dire di sì, sono d’accordo con te, perché la ragione principale è che quasi tutti i testi di Suicide Drive sono molto dettagliati. Red Necklace è un buon esempio. A volte il mio modo di scrivere si può interpretare sia come se stessi raccontando una storia sia come se fosse la conversazione tra due persone…che rende tutto più personale..come se si sentissero due persone nella stanza accanto che stanno parlando o litigando e rimanere colpiti dalla conversazione senza neanche averle viste.


Ci sono alcuni pezzi che hanno una forte impronta swing, come se foste impegnati a suonare all'interno di un night, poco illuminato e pieno di fumo. Scelta stilistica o passione per il genere?

Fate Fatal: Per qualche ragione, questo stile di musica ritorna sempre nei nostri album e anche nell’ultimo, specialmente in Mr. Guilt. E’ una sorta di sound da oscuro cabaret, malinconico, blues, triste e perverso.Sono molto influenzato da Billy Holiday e dalla sua voce, perché le sue corde vocali si tendono fino al limite e si piegano…posso avvertire la tristezza nella sua voce…molto deprimente. Johnny Cash, la ricchezza nelle sue corde vocali…che racconta storie dentro la musica. Mi ci vedo ad interessarmi di un progetto del genere, con quel tipo di sound.


Su "Suicide Drive", c'è un pezzo "Invasion" che sembra in puro stile hardcore-punk. Mi parlate di questo pezzo e del suo testo?

Fate Fatal: Mi piace il cinema horror, questa canzone è totalmente ispirata a Invasion of The Body Snatchers.
Originariamente si chiamava Space Invaders e la versione originale registrata nel 2000 comparirà anche nel nuovo album. Abbiamo ripreso la vecchia idea di tornare al tempo in cui scrivevamo più pezzi punk e andavamo in tour con gruppi punk. Questo perché siamo coinvolti e suoniamo all’interno della scena punk californiana.


Tra poco uscirà il vostro nuovo album "Shadowland", cosa dobbiamo aspettarci da questo lavoro? Ci saranno delle differenze con "Suicide Drive"?

Fate Fatal:Il nuovo album termina l’epoca di "Suicide Drive". Durante la registrazione di quell’album ci siamo trovati davanti a due scelte…volevamo che fosse più punk ma nel contempo volevamo esprimere i nostri sentimenti del tempo…così è venuto fuori più malinconico. Nel nuovo album, Shadowland siamo voluti tornare all’idea originale di scrivere pezzi più veloci…così abbiamo iniziato includendo due pezzi registrati nel 2000 e costruendo l’album attorno ad essi..il risultato è un album molto più aggressivo di quello che pensavamo.


La dimensione live è una cosa che vi attira? Quando siete sul palco come vi ponete di fronte ai vostri spettatori? Cosa deve aspettarsi chi viene ad concerto dei Deep Eynde?

Fate Fatal: Niente è paragonabile all’esibizione live.Stare sul palco con la band e comunicare con il pubblico davanti a me attraverso la musica è l’emozione più grande. Nel passato i nostri show erano veramente folli…incendiavamo le cose, vomitavo sangue ovunque, senza controllo. Una delle cose che mi ha portato a cambiare modo di stare sul palco è stato il fatto che la nostra musica era buona e non sentivo il bisogno di eclissarla con performance estreme. Da quel momento i nostri show sono diventati meno teatrali ma sicuramente c’è più energia. Il pubblico sicuramente si muove molto più di prima.


Com'è struttura un vostro live? Che tipo di impronta assumono i pezzi?

Fate Fatal: Per qualche ragione sono ossessionato dall’idea della vendetta, non so se è a causa del mio segno zodiacale, lo scorpione…ma amo scriverne. Nella maggior parte dei miei testi c’è un qualche riferimento alla vendetta…anche in City Lights. Odio sentirmi limitato in un solo genere, non ne sento il bisogno. Recentemente ho aumentato la rabbia nel mio modo di scrivere.


Vi sentite parte integrante della nuova scena "deathrock", o simili accostamenti vi infastidiscono e preferite non essere etichettati? Questo anche per via di una vostra differenza stilistica rispetto a gruppi tipo: Cinema Strange, Bloody Dead & Sexy; che riprendono un pò troppo fedelmente i canoni del genere?

Fate Fatal: Non posso seguire nessun genere troppo da vicino. Ho bisogno di più spazio possibile quando creo… semplicemente odio barriere e regole. Penso che ciò faccia di me un musicista anarchico. E’ molto divertente vedere alcune reazioni che ricevo qua e là da gente che pensa che io debba essere solo gothic, o accuse sul fatto che non faccio più musica gothic. Il gothic come genere non è sempre esistito, eppure ci sono state bands in tutta la storia della musica che sono state “oscure” come quelle di oggi.
Non mi interessa la definizione di “deathrock” anche se penso sia divertente dato che la nostra musica è molto influenzata dal punk. Il nostro sound non è mai stato etichettabile, neanche nel nostro primo album City Lights che mischia suoni goth con chitarre molto distorte.

Il nostro sound non segue del tutto “linee” gothic o deathrock. Come ho già detto ho bisogno di spaziare e odio qualsiasi barriera…io sono così..non ho regole, e quando veniamo etichettati come gothic band non pensiamo di rientrare in tale definizione.


Con che tipo di musica siete cresciuti? Cosa vi ha più influenzato e spinto a formare la band?

Fate Fatal: Sono cresciuto con la vecchia musica country, Johnny Cash, Loretta Lynn…mio padre la ascoltava continuamente. Ascoltavo anche musica di chiesa perché da bambino la frequentavo. Alcuni membri della mia famiglia erano Mariachis, suonavano tutti la chitarra. Così lo stile spagnolo è stata la mia formazione degli inizi. Devo dire che una delle mie maggiori influenze è stata Siouxie Sioux, che vidi da ragazzino…Sono rimasto attonito!


Che significato c'è dietro al nome Deep Eynde?

Fate Fatal:E’ il limite in cui la lucidità finisce e comincia la pazzia…cosa che mi accade più spesso di quanto non voglia ammettere.
Grazie per l’intervista, non vediamo l’ora di suonare in Italia! Date un’occhiata alla nostra uscita su Disaster Records

 

Per ulteriori informazioni:

Disaster Records - http://www.disasterecords.com
The Deep Eynde - http://www.deepeynde.com

Intervista a cura di CabiriaSexGang
Traduzione a cura di Catacombkitten

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